Raffaele Addamiano denuncia..

 

Continua la collaborazione  dell.avv. Raffaele Addamiano con la valcantuna

L’argomento di questo mese è un grido d’allarme sul comportamento non certo civile dei cittadini.

 

l recentissimo gesto di alcuni incivili che nella notte di venerdì scorso hanno di nuovo imbrattato con scritte assurde che nulla hanno di artistico e/o di letterario i muri di una nota scuola superiore del centro di Belluno merita, ad avviso di chi scrive, almeno tre riflessioni tra loro strettamente collegate.

La prima di esse è di natura sociale. Probabilmente chi ha compiuto un atto così stupido non è solo un individuo che ha un assoluto bisogno di educazione al rispetto del prossimo ed alla cultura del Bello, ma, se giovane o giovanissimo, ha anche la prioritaria necessità che la scuola ed i genitori gli insegnino che ci sono comportamenti deviati, i quali non ammettono alcuna indulgenza o falso buonismo, né magnanima comprensione. In altri termini, va detto con forza e senza remore a questi/questo vandali/o che ci sono, prima ancora che i diritti, dei doveri civici la cui violazione va severamente punita perché non è ammissibile deturpare beni della comunità senza poi pagarne le conseguenze economiche, legali e morali.

La seconda riflessione è, invece, di natura giuridica. Condotte come quella dello scorso fine settimana non sono affatto una semplice bravata con venature pseudo-artistiche, ma, piuttosto, un reato punito gravemente dall’art. 639 c.p. (reclusione da uno a sei mesi o multa fino a 1.000,00 Euro), un illecito amministrativo disciplinato dagli artt. 16 e 25 del Regolamento di Polizia Urbana (sanzione pecuniaria da 50,00 a 500,00 Euro) e, infine, un pregiudizio serio sia per chi lo subisce direttamente, dato che poi, assai spesso, gli oneri economici per sistemare il bene insozzato ricadono sul proprietario del bene medesimo, sia per la Città nella sua interezza che non merita per nulla di essere offesa e violentata da un contegno così indecente. Giova, al riguardo, ricordare che nel momento in cui vi è la commissione di un reato, la questione non è più solo di mera educazione come ha sostenuto, sbagliando, il Primo Cittadino del Capoluogo, ma è pure una faccenda di ordine pubblico. Ignorare ciò, nella migliore delle ipotesi, tradisce un sinistro pregiudizio ideologico lassista tale per cui, in fondo, certi comportamenti vanno -sic- quasi giustificati e compresi perché frutto di una società malata. Invero, anche se nessun uomo è un’isola, la responsabilità delle proprie azioni è sempre personale e dare la colpa ad una generica collettività distorta è solo un alibi dietro il quale schermirsi per nascondere la propria inettitudine.

L’ultima considerazione, sia consentito, è filosofica in senso lato. Gli antichi Greci, come noto, avevano il culto del Kalos kai Agatos, cioè del Bello e del Buono. Essi ritenevano, infatti, che vi fosse una necessaria complementarietà tra ciò che è Bello e ciò che è Buono e questo massimamente nel concetto del Bello che si attua nel Bene (Platone, Timeo). Ora, non vi è chi non veda nelle azioni di questi autentici vandali la negazione assoluta del Bello poiché questi non praticano il Bene, ma, anzi, si comportano come dei moderni barbari che credono di affermare la loro personalità con moti a-sociali e volgari, privi di qualsivoglia rispetto delle regole e del vivere civile. Forse, nella speranza di un ravvedimento, comunque tardivo, varrebbe allora la pena di ricordare loro una frase celebre di Charles de Gaulle al quale durante un comizio elettorale un signore rivolse questa supplica “Generale, morte agli idioti!!!” e lui, serafico, rispose: “Programma troppo ambizioso, monsieur.”.

  • Avv. Raffaele Addamiano –